Ex Ilva: al via presidio dei lavoratori. Le parole del presidente di Confindustria Antonio Marinaro: “spegnere lo stabilimento equivarrebbe a spegnere la città”

La situazione a Taranto è critica: in questo momento diversi mezzi pesanti si sono schierati davanti alle portineria dello stabilimento siderurgico in segno di protesta per i mancati pagamenti di ArcelorMittal.

In questa circostanza emergono anche le voci dei cittadini testimonianza di una realtà spaccata: da un lato troviamo chi, stanco delle promesse di bonifica, vuole che si ponga fine  all’inquinamento provocato dallo stabilimento, ma dall’altro lato abbiamo molti lavoratori che esprimono con forza il bisogno di quel posto di lavoro.

Questa ambivalenza e contrapposizione tra lavoro/ambiente lavoro/salute viene dibattuta dal presidente di Confindustria Antonio Marinaro, anch’esso presente al presidio di stamane che esprime il suo parere in merito fornendo una possibile una soluzione alla dicotomia attualmente presente.

Ciò che emerge dalle sue parole è la possibilità di creare un’industria ecocompatibile, uno stabilimento quindi ambientalizzato e bonificato  che produca acciaio pulito.

Ma affinché questo avvenga si ha la necessità assoluta di non spegnere i forni. Soltanto con lo stabilimento acceso si potrà scongiurare il collasso finanziario e si potrà dare nuova vita alla città. Queste sono le richieste di Confindustria e di tutti i lavoratori presenti al presidio. In caso contrario i mezzi pesanti parcheggiati davanti l’ex stabilimento verranno portati davanti al comune in segno di protesta. Intanto si apprende da fonti sindacali che i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, saranno ricevuti stasera alle 19.30 al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per affrontare la questione dell’ex Ilva e in generale delle crisi industriali.

 

 

Cinzia Testa

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