Fase 3: ansia, irritabilità, insonnia e iperconnessione sono i risultati del lockdown

La ripartenza pesa parecchio, secondo il Journal of Sleep Research, il lockdown ha portato dei cambiamenti nelle persone in Italia, per quanto riguarda la qualità del riposo, il modo di percepire il tempo e nell’utilizzo dei media digitali. Ansia, irritabilità, iperconnessione e insonnia sono i sintomi più diffusi durante il covid-19.

È aumentato l’utilizzo dei media per le connessioni ed è peggiorata la qualità del riposo

La ricerca, basata su un campione di 1.310 persone con età compresa tra i 18 anni e i 35 anni (880 donne, 501 lavoratori, 809 studenti universitari) che vivono nel territorio italiano, ha evidenziato che nonostante siano aumentate le ore di riposo, la qualità dello stesso, dopo l’inizio del blocco totale, è notevolmente peggiorata, in quanto si è registrato un aumento dell’utilizzo di apparati tecnologici prima di dormire. È risultato infatti che una parte dei soggetti sui quali si è svolta la ricerca sono andati a dormire più tardi, mentre  altri sono rimasti connessi fino a poco prima di coricarsi.

Depressione, ansia e stress

Le persone che hanno accusato i sintomi più marcati quali ansia e stress, sono state quelle che a monte hanno dichiarato di soffrire di depressione. In particolare “l’allungamento del tempo” ha acuito i sintomi di agitazione e tensione fisica, nonché quelli di isolamento sociale e massiccio utilizzo di piattaforme social.

Interrompere il sonno notturno, stare troppo connessi e perdere la cognizione del tempo può far insorgere problematiche per la salute mentale quali il disturbo dell’attenzione, il disturbo dell’umore e il disturbo di ansia generalizzata, oppure può accrescere quelle preesistenti. Anche se le piattaforme social offrono opportunità di svago, farne un uso spropositato, in particolare prima di coricarsi, è ritenuto dannoso per la salute.

Cambiamento dei ritmi sonno-veglia e tempo che scorre in modo disorganizzato

Ripartire tornando alle proprie abitudini, gestire il tempo in modo da avere orari determinati per le attività lavorative, per i pasti e per le attività svolte all’esterno. Trovare di nuovo un equilibrioriprendere la vita di tutti i giorni e, ove possibileandare al mare o in montagna. C’è chi dice che lasceremo le città per ripopolare i borghi, purché ciò avvenga nel rispetto delle norme di sicurezza, con responsabilità e consapevolezza.

A.N.A.S rimane in ascolto anche durante la fase 3, per supportare le persone e fornire interventi psicosociali e di sostegno.

 

Lisa Di Giovanni

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