L’orto dei bambini: educazione scolastica per una crescita virtuosa

In Italia sono sempre di più le scuole che hanno introdotto nella propria educazione scolastica l’arte di imparare a fare l’orto. Coltivare e realizzare attraverso uno strumento dall’arte e conoscenze antiche. Ogni bambino ha diritto a un insegnamento che porti ad acquisire: consapevolezza, rispetto per la natura, cultura del lavoro, rispetto per l’ambiente, senso civico, progettazione e realizzazione al fine di poter contribuire in modo positivo sia nella società sia nel luogo in cui si vive.

L’orto e la didattica nelle scuole

Nell’epoca degli smartphone, della digitalizzazione globale e del post-covid19 la scuola ritiene l’orto uno strumento fondamentale per far acquisire agli alunni conoscenze, abilità e competenze, di base ed evolute, per raggiungere diversi obiettivi.

Tra i diritti dei bambini, quello fondamentale è il diritto allo sviluppo: ricevere istruzione, affetto, educazione. Introdurre e esercitare al livello didattico la pratica di fare l’orto racchiude molti di questi insegnamenti. Fare l’orto mette i bambini al centro della realizzazione di un ciclo di vita: quello delle colture. Inoltre permette di progettare, organizzare, scoprire la storia dei prodotti, disciplinare il tempo di lavorazione, responsabilizzarsi, trasformare, apprendere delle tecniche di coltivazione, avvicinarsi alla scienza, alla biologia, sperimentare, saper gestire il tempo e soprattutto imparare a lavorare con un gruppo.

Come fare l’orto, il calendario delle colture e i metodi di coltivazione

Iniziare a coltivare un orto è alla portata di tutti. La scuola permette di acquisire le basi per imparare a fare l’orto, comprendere i metodi di coltivazione, imparare a conoscere  il calendario delle colture, organizzare e seguire il processo di creazione e mantenimento, imparare la geografia, la storia delle coltivazioni e sperimentare vari metodi di coltivazione.

L’orto didattico: le fasi

La prima cosa da fare per dar vita a un orto didattico è quella di scegliere l’area o i contenitori dove iniziare a lavorare la terra, zappandola o vangandola. Dopodiché, andranno scelte le colture da piantare o seminare a seconda delle stagioni. Trovata la giusta posizione, ci si dovrà rifornire delle giuste attrezzature. Una volta iniziata la semina l’orto andrà seguito, curato e annaffiato. Per tener traccia dei progressi e della crescita delle colture sarebbe opportuno tenere un diario di semina e fare delle foto per documentare tutti gli sviluppi e le fasi di coltivazione.

Altro aspetto interessante della realizzazione di un orto didattico è il lavoro di progettazione e conservazione che educa i bambini a orientarsi verso l’educazione alla sostenibilità: riduzione, riuso, raccolta differenziata, riciclo.

Lo sviluppo relazionale ed emotivo dei bambini

L’orto didattico contribuisce anche allo sviluppo relazionale dei bambini, allo sviluppo emotivo nonché a quello psicomotorio. È noto come la psicomotricità è divenuta uno dei fulcri su cui poggiano le attività didattiche e quelle educative per una formazione ottimale della personalità in tutte le fasi dello sviluppo dei bambini, dall’infanzia all’adolescenza. I bambini sono molto sensibili e attenti quando si parla di esperimenti e interventi ambientali, perciò è indispensabile conoscere e dare la possibilità di sviluppare ed esprimere le loro potenzialità fin dai primi anni di vita.

L’emotività nell’ambito psicologico rende i bambini consapevoli di provare delle emozioni, attraverso le esperienze, le immagini, le idee e aiuta lo scambio interattivo emozionale, fondamentale per lo sviluppo cognitivo e psicomotorio, nonché alla formazione della propria personalità.

Le scuole virtuose che fanno l’orto in Italia

Sono molte le scuole che hanno adottato l’arte di fare l’orto didattico in Italia. Abbiamo gli orti inclusivi, gli orti sociali, poi durante il lockdown e la didattica a distanza molte sono state le famiglie coinvolte in esperimenti di realizzazione di piccoli orti a distanza.

 

Lisa Di Giovanni

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