Un’Italia federale quando federale non è: intervista all’On. Mario Tassone

In un momento in cui l’Italia si mostra frammentata e sempre pronta ad aggrapparsi all’individualismo, vedasi l’intervento del Direttore Feltri, abbiamo chiesto un parere in merito all’On. Mario Tassone, più volte Deputato con incarichi ministeriali, per riflettere insieme su eventuali soluzioni e sulle cause di questo (temuto) imminente naufragio.

“In primis – dichiara l’Onorevole  Tassone –  occorre dire che non c’è un problema del sud! Non c’è una questione del mezzogiorno. La questione è una questione d’Italia. O l’Italia va insieme oppure non ha più senso.

Le autonomie differenziate, – esempio lampante della frammentazione attuale – possono portare semplicemente a un ritorno al passato, al ritorno ai vecchi staterelli e ai vecchi egoismi. Il tentativo dell’autonomia differenziata è quello di consacrare una secessione minacciata in passato, ma mai realizzata, attualmente non declamata, ma quasi silente.

E’ come se avessimo uno stato federale, quando invece non dovrebbe affatto nemmeno sembrarlo. Per distaccarsi da questo concetto bisogna incominciare a  chiamare i capi delle regioni col loro nome: Presidente della Giunta Regionale, non Governatore. Utilizzare la terminologia errata è un abuso che prefigura poteri diversi che i Presidenti non hanno; in Italia non ci sono piccoli stati o federazioni, ma Regioni, non ci sono Governatori, ma Presidenti delle Regioni”.

Sulla questione riguardante la carenza di infrastrutture che colpisce il meridione, l’On. Tassone interviene così: “perché la situazione migliori, il mezzogiorno deve iniziare a utilizzare bene i denari e deve avere una classe dirigente capace e ben organizzata,  non approssimata come è stata sino ad ora.

Se noi vogliamo fare una battaglia per mantenere e rinforzare l’unità d’Italia, il sud deve recuperare la capacità operativa che in questo momento non ha”.

In virtù dell’obiettività che lo contraddistingue, l’onorevole dice: “bisogna sottolineare che  molte volte non abbiamo neanche saputo spendere i fondi, si pensi al cattivo uso fatto della Cassa del Mezzogiorno, però non dobbiamo nemmeno dimenticare il disuso del rispetto della normativa che impedisce di destinare al sud  risorse che invece sono state sempre dirottate al nord”.

In merito a una  possibile soluzione della crisi economica, l’On. si pronuncia così:

“In Italia manca un’equa distribuzione di risorse, le politiche assistenzialistiche avviate risultano improduttive e senza nessun ritorno e la questione più gravosa, quella della disoccupazione, è ancora priva di soluzione. Per far ripartire l’economia occorre in primis riconoscere che il parassitismo ci ha danneggiato, ma dobbiamo inoltre finirla con gli inutili piagnistei ed iniziare ad essere più corretti e operativi”.

 

 

Cinzia Testa

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